Una donna di poche parole

By boucan

12.38 Evelyn: [canticchia nervosamente . Tanto non v'è nessuno qui, perchè preoccuparsi? Mai aveva messo piede qui, l'esil figurina . Gli occhi dall'inusual colore, tra il verde, il grigio e l'azzurro, puntati sul mare agitato, maledice il vento fastidioso . ]

12.43 Evelyn: [raggiunge ora un masso, l'ideale per un po' di ristoro. Sedutavisi sopra, le spalle alla foresta, la giovin prende a sbocconcellare distrattamente qualche galletta . Non ha neppure troppa fame . ]

12.43 Tuffgong [Pu./Sc.][covo-spiaggia] Il cielo è coperto e l’umidità alle stelle. Indossa una maglitta rossa sotto una giacca di cotone scuro. La sciabola gli pende dal fianco sinistro e un’andatura blanda lo conduce verso la spiaggia di Tortuga. Un acre odore di vegetazione si mischia a quello pungente della salsedine. Pensa ancora alla storia della “rapita” per poi volger lo sguardo in direzione del mare. Scrooge lo precede.

12.46 Evelyn: [Lo sguardo ancor rapito da l'onde, la ragazza intona un vecchio ritornello piratesco che, qualcuno, durante la sua infanzia, deve averle cantato, magari insegnato ... ah, se solo potesse ricordare di più . Un nuovo morso alla galletta, ma l'appetito è assai poco . ]

12.50 Tuffgong [Pu./Sc.][spiaggia] Non è ancora arrivato sulla spiaggia quando Scrooge, con un paio di acuti, avverte della presenza di qualcuno. Del resto era piuttosto insolito vedervi qualcuno. Velocizza il passo, una rapida scorsa all’orizzonte, notando su di un masso una figura esile, minuta, probabilmente di una donna. Un pensierò vola verso la giovane americana che aveva rapito qualche notte fà in locanda ma…non poteva esser lei. Pensando a ciò si avvicina.

12.53 Evelyn: [ Il vento impetuoso tenta due o tre volte di sottrarle quel cappello da pirata al quale è indubbiamente legata . Quel cappello che non sa di chi sia, ma che ha sempre posseduto . Con una mano indi ella lo tien premuto sul capo, borbottando ancor maledizioni su maledizioni . Ah, il linguaggio scurrile dei bassifondi e delle periferie! ] Ventaccio d’un cavolo … ti maledicessero! [ sbotta ancora, prima d'avvertire una presenza alle sua spalle . Si volta, lo sguardo suo incrocia ora quello di un uomo . ]

12.57 Tuffgong: [Pu./Sc.]spiaggia-masso] si ferma per un attimo alle spalle della donna. Ascolta il linguaggio non proprio raffinato pensando che ultimamente è cosa comune. Un sorriso gli dipinge il viso e nel contempo la donna si volta verso lui. Rimane fisso sui suoi occhi – Ma voi…che ci fate da ’ste parti? Capisce la mia lingua? – attende ora un qualche cenno di lei.

13.01 Evelyn: [ Annuisce, per nulla intimorita da quell'individuo . Non sembra una persona pericolosa . ] Si che la capisco, mi sembra ovvio . Parlo inglese anch’io, che credete!? [ Ah, dovresti diventar più educata, Eve . ] Chi siete voi, piuttosto? [ domanda la giovin, curandosi ancor di trattenere il cappello sul capo . ]

13.05 Tuffgong: [Pu./Sc.][masso] ascolta le parole della giovane, almeno così gli sembrava. Rimane per un attimo in silenzio e pensa a come i lineamenti di lei gli ricordano quelli di colei che porta ancora nel cuore. Stessi occhi, stessi capelli… – Il mio nome è Richard… – pronuncia in maniera poco decisa sapendo di mentire – Anche lei parla inglese dunque…E’ una fortuna, non dovrò sforzarmi nuovamente – sorride pensando a come ultimamente doveva prodigarsi in “interpretazioni” con il suo Capitano.

13.07 Evelyn: [ inclina il capo leggermente, socchiude gli occhi . C'è qualcosa di strano nel modo in cui egli s'è presentato . ] Io sono Debra [ si presenta . Tanto vale non rischiare . S'alza dal masso la giovin, riacquista i suoi scarsissimi centossessanta centimetri di statura . ]

13.14 Tuffgong: [Pu./Sc.][masso] la segue con lo sguardo – Debra…please to meet you Debra! – Osserva ora la statura con un rapido movimento del viso. – Se la memoria non mi tradisce…poco fà…le ho chiesto come era arrivatà fin quà… – E’ piacevolmente sorpreso dalla sua presenza, ma non poteva sorvolare sui motivi della sua…chiamiamola…visita. Il posto non è dei migliori per una donna sola. Scrooge raggiunge una palma a pochi metri dal masso ove era seduto. Il vento, intanto, sembra non calmarsi.

13.25 Evelyn: [ Scrolla le spalle . ] Ci sono semplicemente capitata, qui. [risponde, vaga , socchiudendo nuovamente gli occhi a causa del vento. ] Vi è aria di burrasca, non credete? [ domanda, volgendosi poi a scrutar i cavalloni che si rincorrono nel mare caraibico . ]

13.31 Tuffgong: [Pu./Sc.][masso] ascolta le parole di Debra perplesso… – Ci è arrivata… – sorride ironico. – Aria di burrasca? – guarda il cielo – se il vento rimane tale…nessuna burrasca. – ora si aggiusta una ciocca di capelli che gli sono scesi sugli occhi. Ripensa ancora alle sue parole…misteriose senz’altro ma non preoccupanti. Era pur sempre una donna…apparentemente indifesa.

13.33 Evelyn: Mhhhhh.. [ Non è del tutto sicura di ciò che l'uomo le dice, il vento sembra così forte... ] Sarà . [ dichiara infine, ma senza convinzione alcuna . Una mano porta all'altra, suon secco di nocche scioccate risuona nell'aria . Una .. due volte, una volta passata all'altra mano .

13.37 Tuffgong: [Pu./Sc.][masso] porge una mano alla donna – Debra mi segua. La accompagno in un posto più adatto ad una chiaccherata…- ora il tono e lo sguardo si fanno più seri. Non voleva svelare la natura del luogo ove si trovavano, almeno per ora. – Sempre che non le dispiaccia… – sorridendo ora con fare ruffiano. – Scrooge! – richiamando a sè il pennuto.

13.38 Evelyn: [ In realtà quel posto le piace, ma decide di accettare l'invito dell'uomo . ] Come volete . [ mormora quindi, lanciando un'ultima occhiata al mare indomabile . Indomabile, già . Un po' come lei . ]

13.43 Tuffgong [Pu./Sc.] Una volta accettato l’invito si incamminano verso l’estremità opposta della scogliera. Il cielo era sempre più coperto e ciò rendeva ancora più scuro il luogo. San Josè sarebbe stato un luogo più sicuro, almeno per lei; glielo avrebbe detto…poi. Raramente era solito prendersi cura di qualcuno, ma stavolta era diverso…vuoi per i ricordi, vuoi per un sesto senso appena abbozzato.

13.51 Tuffgong [Pu./Sc.] [esterno locanda] Non era stato semplice raggiungere la costa nord di San Josè. Il vento era forte e il mare mosso, non tanto però da non permettere la breve traversata. La strada che porta in locanda è abbastanza trafficata, un via vai di pescatori, donne sugli stipiti delle case che aggiustano le reti e qualche guardia intenta più a chiaccherare che a far il suo dovere. Vede ora l’insegna della locanda quando chiede – C’è mai stata Debra? – indicando la porta chiusa con un rapido movimento del mento.

13.56 Evelyn scuote il capo, assorta in ben altri pensieri, presa dai colori che vede, dai visi che incontran le sue iridi chiare. I lunghi capelli, resi curiosi dall’alternarsi di ciocche nere come la più scura delle notti senza luna e ciocche del colore originale, castano chiaro, son notevolmente intrisi di salsedine, un po’ arruffati. E gli abiti maschili ch’ella indossa, non fanno che renderla ancor più particolare. Una strana ragazza di diciott’anni appena.

14.02 Tuffgong [Pu./Sc.][esterno-interno locanda] come pensava, non vi era mai stata. Osserva i suoi occhi, brillavano forse per i riflessi forse per l’emozione del veder posti nuovi. Qualche passo e, con la mano destra sulla maniglia, apre la porta. – Nobody here…- riferendosi al fatto che la locanda era nuovamente deserta. – Vabbeh, possiamo sederci, sia mai che qualche locandiera non abbia pietà di noi – sorride alla donna mentre, dopo essersi tolto il cappello, tira a sè la sedia del tavolo vicino alla finestra come per invitarla a sedersi

14.05 Evelyn accetta silente l’invito dell’uomo, guardandosi attorno prima di lasciarsi cadere sulla sedia offertale da Tuffgong. Porta quindi la destra al cappello, lo toglie, e lo appoggia sul tavolaccio di legno, del quale prende a studiar distrattamente i nodi evidenti. Poi, il fanciullesco viso si rialza, e lo sguardo torna a rivolger verso il giovin uomo.

14.10 Tuffgong [Pu./Sc.] [tavolo] appoggia il cappello alla sedia – dunque mi diceva che in quel posto era capitata? scusi la mia invadenza ma…che intende per capitata? Sà non è mia intenzione ficcar naso in faccende altrui ma, in un certo senso, può ritenersi fortunata ad avermi incontrato – proferisce mentre una volta girata la sedia siede appoggiando il petto sullo schienale. Il suo sguardo è sereno, rilassato. D’altra parte solo così avrebbe fatto sentire la donna a suo agio.

14.17 Evelyn annuisce . – beh, è così. ci sono semplicemente finita per caso. – sospira, non capisce il perchè quell’uomo debba indagare così tanto su tutto. -e comunque, so difendermi da sola..non mi sarebbe capitato nulla neppure se non vi avessi incontrato, questo è poco ma sicuro..- Detto questo la giovin cambia posizione sulla sedia, sedendosi a gambe incrociate .

14.23 Tuffgong: [Pu./Sc.][tavolo] un sorriso ancor più accennato sul viso – Ne è così sicura? – il tono è ironico e ciò è intuibile. – Mi son sempre piaciute le donne sicure di sè… anche se…- Non finisce la frase, ma per non destar sospetto mantenendo gli occhi fissi su Debra – Di quale parte dell’inghilterra è originaria? – ora afferra dal tascino della giacca una piccola saccoccia di cuoio dalla quale estrae una foglia di tabacco ancora umido.

14.39 Evelyn si rabbuia. Non ama parlare dei sobborghi di Londra, del vecchio orfanotrofio,delle antiche compagnie . – Londra – pronuncia tuttavia, anche se non aggiunge altro . Lo sguardo porta poi sui nuovi astanti della Locanda .
Hai sussurrato a Evelyn:
finchè non entrano in gioco non vedi i presenti…;)

14.40 Selene una figura dai capelli ben acconciati s’ aggira attorno alla locanda…nelle mani una sacca nera che tiene sulla spalla destra…un vestito piuttosto scuro… viola nero e bianco…. apre la porta ed entra ….giusto uno sgurdo sui presenti…

14.42 Evelyn // Solo un nuovo astante nella locanda . Una giovin donna . La ragazza porta quindi una mano tra i capelli arruffati, ad accarezzare le ciocche nere e castane … poi, sempre con esse, prende a giocherellare gentilmente, mormorando un saluto rivolto a Selene, senza però voltarsi nuovamente in direzione di questa .

14.44 Tuffgong: [Pu./Sc.][tavolo] – Londra…- tornando per un istante solo con i ricordi alla sua infanzia trascorsa solo per qualche anno a Bournemouth – Io son nato a Bournemouth, a sud, sulla costa…conosce? – interrompe il discorso sentendo il dischiudersi della porta. Si gira vedendo entrare una donna…che doveva aver visto altrove. Le sorride mentre con un cenno della mano la saluta. Scrooge, nel frattempo, con un rapito batter d’ali salta da un trave all’altro della locanda.

14.45 Selene sguardo su evelyn ed appena un cenno del capo…. storce la bocca nella sua solita espressione e va a sedersi ad un tavolo distante dai due…. tre tavoli piu in la… seduta posa la borsa sul tavolo…cominciando a frugare dentro…

14.48 Evelyn annuisce. -conosco quella città…- conferma, osservando Scrooge volare qua e là. Poi, rivolge un’occhiata di sottecchi a Selene, seduta in disparte.

14.52 Tuffgong: [Pu./Sc.][tavolo] – ma dimmi, hai già un posto dove dormire quì a San Josè? – pronuncia le parole e termina di arrotolare la foglia di tabacco per poi portarsela alle labbra. Di tanto in tanto scruta la nuova entrata che pare cercar qualcosa nella borsa. Si alza e si dirige verso il bancone tornando con un cero acceso.

14.54 Selene fruga ancora fruga ancora… ed ecco che estrae una ltro sacchetto nero anch’ essa ma piu e piccolo e molto anche… poco piu grande di una mano la sua almeno….. guarda dentro….annuisce

14.56 Evelyn scuote il capo. -No, ma sono abituata ad arrangiarmi..- spiega. -.ho sempre vissuto alla buona, riesco ad addormentarmi praticamente ovunque…- Ridacchia la giovine .

14.58 Tuffgong: [Pu./Sc.][bancone-tavolo] scoppia in una fragorosa risata all’udir le parole di Debra mentre riprende posto sulla sedia. – Mi sembra di rivivere la mia storia…Ah come son stati duri i primi tempi! – in effetti lo son stati. Anfratti desolati e bui, baracche al porto…questi erano state le sue prime “abitazioni”.

15.01 Evelyn sorride ancora. Cerca di lisciarsi i capelli con una mano, ma senza troppi risultati. Sono un po’ crespi, colpa della salsedine. Borbotta parole incomprensibili la giovane, odia avere i capelli in cattivo stato, unica sua pecca tipicamente femminile.

15.04 Selene: ah… lo sapevo io…..

15.08 Tuffgong [Pu./Sc.][tavolo] dopo aver appoggiato il cero al centro del tavolo, avvicina il sigaro che ha tra le labbra alla fiammella debole. Un’ampia boccata per poi risputare il fumo verso l’alto. Osserva anche, di tanto in tanto, la donna seduta vicino al loro tavolo. Sembra giocare con una pallina rossa. Scrooge incomincia ad essere impaziente e i suoi continui movimenti incominciano ad infastidirlo.

15.10 Evelyn canticchia qualcosa . Comincia visibilmente ad annoiarsi.

15.18 Selene: scuote il cao alzandosi e riponendo tutto dentro la sacca…..ironica ride guardando i due…..schiarisce la voce…..sorride ed esce

15.20 Tuffgong [Pu./Sc.][tavolo] Si gira cercando di intravedere dalla finestra la posizione del sole, quasi totalmente coperto. Si avvicina l’ora dell’appuntamento. – Bene Debra, ho visto che è una donna di poche…pochissime parole. Nonostante ciò sembra essere determinata e sicura di sè – Afferrando il cappello dalla sedia e alzandosi. – Questo è un posto sicuro, abbastanza…Io dovrei fare presto, ma ho un appuntamento importante. Non dovessimo vederci al mio ritorno…Welcome in San Josè! e…se dovesse servirle aiuto bhe, qui in locanda mi può trovar spesso. – alza la mano per salutarla, sorride a quella seduta poco distante e mima un goffo inchino per poi raggiungere la porta ed uscire mentre Scrooge lo segue strillando un qualcosa di incomprensibile

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